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Akif Kishiyev

Azerbaigian > Brennero

Orologiaio

LA MIA STORIA

Sono Akif e vengo dall’Azerbaigian. Sono nato e cresciuto a Sumqayit, una città sul mar Caspio. Nel 2010 mi sono trasferito con la mia famiglia in Germania e poi due anni e mezzo fa siamo venuti in Italia. Fino a fine 2019 siamo stati a Bolzano, ora viviamo a Brennero. Da quando sono qui ho fatto un corso da operatore del verde e uno da mediatore culturale. Nel tempo libero, come hobby, faccio l’attore. In realtà la mia professione è l’orologiaio.

il mio lavoro

Ho iniziato a lavorare con le mani durante il militare, quando studiavo elettrotecnica. Poi a 20 anni sono tornato nella mia città e ho fatto un tirocinio come parrucchiere. Però si stava troppo in piedi. Nel frattempo mio fratello gemello aveva iniziato a fare l’orologiaio, guardandolo ho pensato: ecco il lavoro per me, un lavoro dove si sta sempre seduti. Così ho aperto anche io un piccolo negozio, imparando un po’ da lui e un po’ da solo. Facevo riparazioni di orologi e anche di accendini, non di quelli usa e getta però. Posso dire di avere imparato con molta pazienza. Senza la pazienza non puoi fare l’orologiaio. Mi piacerebbe continuare a fare l’orologiaio, per questo sto cercando un negozio dove lavorare o da affittare, ma è molto difficile in questa epoca dove le cose rotte si buttano e se ne acquistano di nuove.

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Aziz Sene

Senegal > Laives

Sarto

LA MIA STORIA

Mi chiamo Aziz e sono senegalese. Vivo a Laives dal 2016 dove ho raggiunto mio zio e mio fratello che erano già qui da anni.

il mio lavoro

Sono operaio turnista alla Röchlin Automotive, ma a Dakar, dove sono nato e cresciuto, mi sono diplomato in sartoria. Ho iniziato la scuola professionale Jilcs quando avevo 13 anni su decisione di mia madre, che voleva imparassi un mestiere manuale. Devo dire che è stata una buona scelta la sua, perché ci ho messo poco ad amare quello che stavo imparando. Oltre le lezioni pratiche c’erano anche quelle teoriche, ho imparato la storia della moda, ho iniziato a seguire le maison europee senza dimenticare gli stilisti africani e del mio paese. Tra questi mi piacciono: Ibou Gueye, Djili, Oumou Sow. Qui a Bolzano purtroppo ho poco tempo per cucire e mi manca anche una macchina adatta. Spero in futuro di riprendere la pratica della sartoria anche perché, per ironia della sorte, una delle mie stoffe ‘senegalesi’ preferite, il bazin, lo producono in Austria e mio zio spesso lo va a comprare a Lustenau e lo spedisce in Africa.

Devorah Rojas

Venezuela > Bolzano

Sarta

LA MIA STORIA

Sono di Caracas e vivo in Italia da due anni. Dal 1996 al 2018 ho avuto, in Venezuela, un laboratorio di sartoria e di lavorazione del cuoio, si chiamava Devorah Vitton. Disegnavo e realizzavo borse, scarpe, cinture, ma anche altri capi di abbigliamento su commissione: grembiuli, abiti da lavoro, vestiti.

il mio lavoro

Lavoro in una ditta di pulizie ma continuo, nel tempo libero, a cucire usando soprattutto scampoli di recupero o altri tessuti che riutilizzo creativamente, una volta per esempio ho usato la retina delle confezioni di arance come inserto per alcune borse. Le ultime cose che ho fatto sono delle bustine porta tabacco su commissione, ovviamente ho cucito anche tante mascherine.

Elvis Kakiti

Kenia > Bolzano

Musicista

LA MIA STORIA

Sono nato a Nairobi e fin da piccolo mi piacevano le acrobazie e la musica. Così entrambe sono diventate il mio lavoro. Ho fatto parte di un collettivo che si chiamava Mighty Black Acrobats, in Kenya eravamo molto conosciuti. Ho fatto anche parte degli artisti del circo sociale Sarakasi e grazie alla loro fondazione sono venuto in Italia tre anni fa esibendomi con il famoso Circo Togni e in alcuni parchi tematici come il Caribe a Jesolo. Vivo a Bolzano da due anni, dove da poco è nata mia figlia.

il mio lavoro

In Italia sono un artista di strada riconosciuto dall’apposito patentino. Prima del Covid insegnavo danza africana e percussioni ad adulti e bambini. Ora la situazione è molto complicata per me, ma spero arriveranno tempi migliori. Mentre aspetto che arrivino, intreccio bracciali e collane fatte di perline colorate, una forma tipica dell’artigianato keniano che ho imparato da piccolo.

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Kamrun Nahar

Bangladesh > Bolzano

Cuoca, sarta

LA MIA STORIA

Sono Kamrun e vengo dal Bangladesh. Sono nata e cresciuta a Dacca, la capitale, ma per l’università mi sono trasferita per quattro anni a Rajshahi, una città al nord del paese. Poi sono tornata a Dacca e ho sposato mio marito, abbiamo vissuto lì fino al 2008 quando ci siamo trasferiti in Italia. Viviamo a Bolzano da allora e abbiamo un figlio che è all’ultimo anno di liceo.

il mio lavoro

Mi piace cucinare e cucire. Ho imparato entrambe le cose quando ero bambina dalle donne della mia famiglia, mia mamma e mia nonna. Poi le ho messe in pratica quando sono andata a studiare fuori casa e vivevo con mia sorella. Eravamo noi a cucinare e spesso anche a cucire i nostri abiti. In Italia continuo a fare entrambe le cose. Non è facile a Bolzano trovare gli abiti della mia cultura e anche gli ingredienti per i nostri piatti tipici. Così creo gli abiti e cucino le ricette che più mi piacciono secondo la moda e la tradizione bengalese. Visto che è difficile trovare le materie prime compro la stoffa ancora da lavorare e, con altre donne, coltivo, qui a Bolzano, un orto con verdure tipiche del Bangladesh. Così, attraverso la pratica, mantengo forte la memoria del mio paese di origine e spero di farla conoscere agli italiani.

Ramona Rosario

Rep. Dominicana > Bolzano

Ballerina, Decoratrice

LA MIA STORIA

Sono Ramona e sono della Repubblica Dominicana, vivo a Bolzano da 11 anni. Nel mio paese di origine mi sono laureata in quella che in Italia si chiama Scienze della formazione primaria. Facevo la maestra d’asilo, però anche tante altre cose: l’insegnante di danza, la wedding planner, la decoratrice e, a volte, anche l’animatrice nei villaggi turistici. Sono sempre stata una persona piena di energia!

il mio lavoro

Qui lavoro nell’assistenza agli anziani. Prima della pandemia usavo spesso le mie abilità di ‘decoradora’ e organizzatrice di eventi per creare le decorazioni e l’animazione per feste di compleanno, di matrimonio, per i baby shower e altre occasioni. Sempre prima del Covid tenevo anche lezioni di ballo, salsa, bachata, merengue, negli spazi di via Maso della Pieve dell’associazione Vispa Teresa. Spero di riprendere quando questo periodo sarà passato, organizzare feste e insegnare balli di coppia durante il distanziamento fisico non è il massimo!

Tatiana Shekhanova

Russia > Bolzano

Pittrice

LA MIA STORIA

Sono nata a San Pietroburgo dove ho studiato Ingegneria ed Economia. Poi ho vissuto a Odessa e dal 2015 sono a Bolzano con mio marito e i miei due figli.

il mio lavoro

Ho molte passioni che ho portato avanti in ogni città nella quale ho vissuto: a Odessa ho studiato pittura, a Trento mi sono laureata in Lingue e Letterature moderne. In tempi non di pandemia tengo lezioni private di russo. Nel tempo libero mi piace disegnare, dipingere e realizzare piccole figure in carta.

Zandra Moreta

Rep. Dominicana > Bolzano

Decoratrice

LA MIA STORIA

Anche io come Ramona sono dominicana. Vivo in Italia da molto tempo, per molti anni ho fatto la parrucchiera, soprattutto nelle Marche e in Abruzzo. A Bolzano sono arrivata nel 2016, fin da subito ho frequentato le attività laboratoriali di Volontarius dove ho imparato il cucito, la bigiotteria, la lavorazione di paste malleabili. A mia volta poi, ho insegnato queste tecniche ai ragazzi e alle ragazze che frequentavano l’associazione.

il mio lavoro

Da qualche mese lavoro per una ditta di pulizie, una tipologia di imprese tra le poche a non avere problemi in un tempo in cui “sanificare” è un dovere imposto per legge. Nel tempo libero modello statuine in pasta di sale colorata, creo piccoli gioielli usando l’alluminio delle cialde di caffè vuote, cucio abiti, mascherine, grembiuli. Insomma, mi tengo occupata!

Il sito web Handy Hands contiene e amplia le riflessioni e i risultati del progetto iniziato nel 2018 grazie al sostegno dell’Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Ripartizione Cultura italiana - Provincia Autonoma di Bolzano – e proseguito nel 2019 e 2020 grazie al sostegno dei fondi europei FAMI (Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione). Presenta le storie e i lavori di otto persone con competenze manuali diverse, alcune provenienti da tradizioni lontane, altre apprendibili a ogni latitudine, legate al percorso formativo di ogni partecipante al progetto, ma non applicate nelle loro occupazioni attuali. L’obiettivo è rendere visibili e dare dignità a queste capacità ‘nascoste’ e, in futuro, poter fare lo stesso con altre persone custodi di nuovi saperi.

COSA FACCIAMO

I racconti e le immagini pubblicate giungono al termine di una serie di incontri che hanno esteso la tematica del gesto, affrontata già dalla prima edizione del progetto nel 2018, a tutte le attività che passano attraverso le mani cioè il lavoro, l’artigianato, l’arte, la musica. Il progetto è stato anche volto ad approfondire e migliorare l'uso della lingua italiana ai fini della presentazione di sé stessi, della propria storia e delle proprie capacità. L’ambiente domestico in cui si sono tenuti, in un momento pre-Covid, i primi incontri ha generato un ambiente protetto e familiare in cui la socializzazione e l’apprendimento hanno avuto caratteristiche informali. In questi momenti vi è stata una forte motivazione e un interesse personale a raccontarsi. Attraverso l’esercizio della produzione orale in lingua italiana abbiamo quindi raccolto le storie che poi sono state rese in forma scritta dai singoli partecipanti, affiancati da un momento di editing partecipato. Seguirà, nei prossimi mesi, l’implementazione sul sito web dei CV, che ulteriormente rafforzerà il passaggio alla lingua scritta la cui utilità può avere sbocchi anche lavorativi.

qual è lo scopo

La scelta di concentrarci sul racconto delle competenze manuali è dovuta al fatto che molte persone dal background migratorio limitano queste abilità alla sfera privata o le perdono del tutto quando, per necessità, si adattano a lavori che non sempre hanno a che fare con la loro formazione. Tuttavia queste competenze sono molto importanti, rientrano, infatti, nella definizione che la Convenzione UNESCO ha dato, nel 2003, del patrimonio culturale immateriale, cioè “le conoscenze, le tradizioni, il folclore, i costumi, le credenze e le lingue sono parte integrante del patrimonio culturale di un luogo”. Un patrimonio che è stato messo a tutela perché “fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione, nel sostegno al dialogo interculturale e nell’incoraggiamento al rispetto reciproco dei diversi modi di vivere”. Anche noi siamo convinti che la custodia e la diffusione di queste pratiche sia necessaria all’integrazione e alla creazione di una società più inclusiva. Un’inclusività basata sulla curiosità di raccontare storie, assaggiare sapori, confrontarsi con tradizioni, culture, abiti e ritmi diversi.

handy hands 2018

Handy Hands nasce nel 2018 come serie di incontri di socializzazione e sperimentazione ideati da Claudia Polizzi e Stefano Riba in collaborazione con l’Associazione Donne Nissà e grazie al sostegno dell’Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Ripartizione Cultura italiana – Provincia autonoma di Bolzano. Durante quattro mesi di lavoro sei persone originarie di Bolzano e provincia, sei persone con background migratorio e una mediatrice hanno riflettuto e lavorato sul tema del gesto.

L’output finale del progetto del 2018 è un video sperimentale nel quale la luce radente del video realizzato elimina quasi del tutto il colore della pelle proprio a sottolineare l’universalità dei gesti e mettere sullo stesso piano migranti e autoctoni. Proprio perché sono le mani a ‘parlare’, non sono state inserite didascalie che spieghino i gesti presentati la cui lettura è, quindi, lasciata alla libera interpretazione dello spettatore. Il video è stato presentato in anteprima il 9 maggio 2019 nella Sala delle sedute del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano durante la Festa dell’Europa. Le riprese e il montaggio sono di Martin Rattini.

Musica: Thomas Brinkmann, Klick, 0001.

Una versione aggiornata del video è stata realizzata per la campagna provinciale di sensibilizzazione della Giornata Internazionale dei Migranti (18 dicembre 2019) ed è stata presentata sugli schermi dei treni e dei bus provinciali, nelle varie sedi della Provincia autonoma di Bolzano, in alcuni musei (Museion, TreviLab, Museo Civico, Museo Archeologico, Museo Scienze Naturali), all'Ospedale San Maurizio di Bolzano, al Filmclub prima degli spettacoli e in tre scuole del capoluogo.

Fin dal suo nome Handy Hands gioca con una ‘polifonia’ di significati. In inglese significa ‘mani pratiche’, abili nel fare qualcosa. Ma può anche significare ‘mani a portata di mano’, vicine nel caso servisse un aiuto. Se guardiamo al titolo da una prospettiva germanofona, è palese il riferimento del termine das Handy (il cellulare) con la parola hand, mano, il telefonino come prolungamento della mano. Non è però questa ibridazione tra tecnologia e uomo a interessarci, quanto piuttosto, al contrario, il fatto che le mani sono state i primi strumenti di comunicazione e lavoro. Le mani di Handy Hands raccontano quindi storie, azioni quotidiane, movimenti volontari o tic involontari, attività di svago o di lavoro.

Se vuoi entrare a far parte del progetto scrivi una mail o contatta l’amministratore negli orari indicati sotto. Atui publintilis vid aut vercesilius. Quitesticaed aut ret; non te et pra mor hostesil unum, et grae ad cas hore tam horusqua re, quemo norunum publieniri faus oporterrae audellessimo hoste nox nique nore iam in supio, constidit, quit facies er iam Romner alis bon senatum serdit.

info@handyhands.com

ContattI

Per informazioni e altro potete scriverci al seguente indirizzo: info@handyhands.it

disclaimer

Atui publintilis vid aut vercesilius. Quitesticaed aut ret; non te et pra mor hostesil unum, et grae ad cas hore tam horusqua re, quemo norunum publieniri faus oporterrae audellessimo hoste nox nique nore iam in supio, constidit, quit facies er iam Romner alis bon senatum serdit.

sostenitori

Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020

Obiettivo Specifico 2. Integrazione / Migrazione legale - Obiettivo nazionale ON 2 - Integrazione - lett. h) Formazione civico linguistica - Piani regionali formazione linguistica 2018-2021.

PROG-2494 “Apprendimento civico-linguistico e esperienze socio-territoriali per un reale percorso inclusivo”.

PROGETTO A CURA DI

Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Ripartizione Cultura italiana - Provincia Autonoma di Bolzano

CONCEPT

Claudia Polizzi e Stefano Riba

amministrazione

Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere - Ripartizione Cultura italiana - Provincia autonoma di Bolzano

Video e foto

Andreas Trenker e Giulia Faccin

PROGRAMMAZIONE

Luca Bessi Aristei

DESIGN

Claudia Polizzi

akif kishiyev

Azerbaigian > Brennero

Orologiaio

aziz sene

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Pittrice

zandra moreta

Rep. Dominicana > Bolzano

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